7 segnali inequivocabili che soffriamo di “dipendenza dal lavoro”

Sebbene per buona parte delle persone il pensiero del lavoro sia decisamente meno piacevole rispetto al pensiero del tempo libero, per alcune persone è più o meno il contrario. Per queste persone è estremamente difficile “smettere” di lavorare, allontanarsi dal pensiero del lavoro, smettere di controllare l’e-mail del lavoro, smettere di parlare al telefono con colleghi/capi/collaboratori ecc. Per queste persone il tempo libero è tempo che si sottrae alle incombenze lavorative e, dunque, genera ansia e senso di colpa.

Gli americani hanno coniato un termine che in italiano è intraducibile ed è “workaholism” ovvero un incrocio tra la parola work, che vuol dire lavoro, e la parola alcoholism che vuol dire alcolismo.

Le persone di cui parliamo, in effetti, sembrano comportarsi proprio come soggetti dipendenti da una sostanza di cui non possono fare a meno.

Si parla e si fa ricerca in merito a questo fenomeno da circa 45 anni e negli ultimi anni ci si è accorti che il progredire delle tecnologie ha in qualche modo favorito la “dipendenza” dal lavoro in maniera rilevante. Oggi siamo tutti costantemente connessi e abbiamo la possibilità di continuare a lavorare dovunque siamo, in qualsiasi situazione. Il confine tra vita extralavorativa e lavorativa è sempre più labile anche perchè le persone sono reperibili in qualsiasi momento. Questo fa si che tutti possiamo non “avere motivi” per smettere di lavorare una volta terminato l’orario lavorativo (se non quelli che autonomamente ci imponiamo) e, ancora peggio, fà si che le organizzazioni si aspettino maggiore impegno extralavorativo da noi.

Qual è però il confine tra il nostro desiderio di fare un buon lavoro e la dipendenza dal lavoro? Dal momento che non esiste ancora una categoria diagnostica per questo tipo di disagio psicologico, buona parte dei ricercatori che studiano questo fenomeno definisce un soggetto dipendente dal lavoro in maniera molto generica come “una persona che lavora eccessivamente e compulsivamente in quanto non è capace di separarsi dal lavoro”

Un gruppo di ricercatori norvegesi del Dipartimento di Scienze Psicosociali dell’Università di Bergen ha identificato sintomi specifici tipici della dipendenza da lavoro e sulla base di queste evidenze ha costruito una “scala della dipendenza da lavoro” che valuta i seguenti sette criteri per stabilire se un soggetto è affetto da questa “sindrome” oppure no:

  1. Il soggetto pensa spesso a come trovare più tempo per lavorare
  2. Il soggetto lavora più spesso più di quanto inizialmente pianificato
  3. Il soggetto lavora per ridurre sentimenti di ansia, preoccupazione e senso di colpa che altrimenti si paleserebbero
  4. Al soggetto viene spesso detto da familiari e amici che non li ascolta perché è troppo impegnato con il lavoro.
  5. Il soggetto diventa nervoso se per qualche ragione non può lavorare
  6. Il soggetto riduce notevolmente il tempo dedicato alla famiglia, agli hobbies, tempo libero e alle attività piacevoli per via del lavoro
  7. Il soggetto lavora così a lungo da avere ricadute sul piano della salute fisica

Se, leggendo questi sette criteri, avete ritenuto che anche solo alcuni di essi rispecchiano il vostro atteggiamento “spesso” o “sempre” allora con buona probabilità siete dipendenti dal lavoro.

Lo studio in questione conclude che circa l’8,3% dei Norvegesi soffre di questo disturbo. Altri studi hanno suggerito che in altri paesi europei questa percentuale potrebbe salire al 10%. I ricercatori hanno inoltre evidenziato che i lavoratori più giovani hanno più probabilità di soffrire di questo disturbo. Il genere, la scolarità e lo stato civile non sembrano essere correlati ad una maggiore o minore incidenza del disturbo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, chi ha figli è più probable che soffra di dipendenza dal lavoro rispetto a chi non ne ha.

Le conseguenze dell’essere dipendenti dal lavoro

Sebbene un datore di lavoro possa segretamente gioire per avere assunto persone dipendenti dal lavoro, è intuitivo come nel lungo periodo, questo genere di disturbi mini fortemente la produttività delle persone e delle aziende. Uno studio dell’Università del Kansas condotto nel 2013 ha evidenziato che le persone che lavorano più di 50 ore a settimana rischiano molto più delle altre di soffrire di disturbi fisici e psichici per via del superlavoro.

L’impossibilità di “staccarsi” dal lavoro da parte di un dipendente può inizialmente determinare un aumento di produttività. Nel lungo periodo, però, la produttività decresce, le relazioni lavorative diventano più difficili e la salute fisica ne risente così da determinare, a volte, una sostanziale impossibilità di portare avanti le attività lavorative.

Perchè diventiamo dipendenti dal Lavoro?

Le ragioni potrebbero essere molteplici e molte di esse potrebbero essere ancora non note semplicemente perchè il fenomeno di cui parliamo è un fenomeno relativamente nuovo e non ancora approfonditamente studiato. Una ragione per la quale alcune persone tendono ad adottare comportamenti dipendenti dal lavoro risiede della propria difficoltà o sostanziale incapacità ad affrontare problemi, tensioni ed emozioni spiacevoli che provengono da altre “sfere” della propria vita. Così dedicarsi intensamente al lavoro può rappresentare una sorta di fuga, ad esempio, da una relazione coniugale difficile, da tensioni in famiglia, da un problema economico, da un problema di salute o, in maniera meno circoscritta, da un sentimento di sostanziale inadeguatezza che pervade il soggetto in diversi ambiti della sua vita.

Alcuni studiosi e clinici delle dipendenze hanno ipotizzato l’esistenza di vere e proprie tipologie di personalità definibili come “dipendenti”. Buona parte di queste considerazioni, però, sono state fatte per forme di dipendenza più note, più studiate e per certi versi molto differenti dalla dipendenza dal lavoro quali la dipendenza da sostanze o il gioco d’azzardo patologico.

Ricerche future potranno chiarire molti dubbi e dare risposte a chi soffre di questo disturbo

Bibliografia

http://www.uib.no/en/news/80026/workaholism-addiction-century

https://www.k-state.edu/media/newsreleases/aug13/workaholics82213.html